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TARIFFA SOCIALE SULLA BOLLETTA ELETTRICA

A partire dal prossimo gennaio entrerà pienamente in vigore la direttiva dell’Autorità Garante per l’Energia riguardante la cosiddetta tariffa sociale sulla bolletta elettrica.
 
Si tratta di un bonus sulle bollette dell’energia elettrica ai clienti domestici in condizioni di disagio economico che garantirà un risparmio del 20%. Il valore sarà differenziato a seconda della numerosità del nucleo familiare: € 60,00/anno per un nucleo familiare di 1-2 persone; € 78,00/anno per 3-4 persone; € 135,00/anno per un numero di persone superiore a 4.
 
Potranno accedere al bonus sociale tutti i nuclei familiari che dispongono di un ISEE, il cui valore sia inferiore o uguale a € 7.500,00. L’ISEE è l’indicatore di situazione economica equivalente, che permette di misurare la condizione economica delle famiglie, tenendo conto del reddito, del patrimonio e del nucleo familiare.
 
Gli utenti potranno fare richiesta di accesso al bonus recandosi presso il proprio Comune di residenza con l’attestazione del valore ISEE che può essere rilasciato anche da un CAF.
 
Per chi volesse provare a verificare se ha o meno le caratteristiche per poter richiedere l’applicazione della “tariffa sociale” può cliccare questo link http://servizi.inps.it/servizi/isee/Simulazione/SimulazioneCalcolo.asp ed effettuare una calcolo approssimativo del proprio valore ISEE.




L’ISEE è l’indicatore della situazione economia equivalente introdotto dalla legge 449 del 1997 e permette un’analisi della situazione reddituale e patrimoniale del soggetto richiedente. Si tratta di uno strumento rappresentativo del benessere della famiglia che consente di verificare la compatibilità con i requisiti richiesti per beneficiare di prestazioni o servizi sociali, assistenziali o di pubblica utilità.
 
Per determinare l’ISEE si considerano tre fattori: il reddito, il patrimonio mobiliare e immobiliare e la composizione del nucleo familiare.
 
Il reddito è dato dalla somma dei redditi e dal rendimento delle attività finanziarie di ogni componente del nucleo. Dal reddito si detrae l’eventuale affitto fino a un massimo di € 5.146,57.
 
Il patrimonio mobiliare è costituito da depositi, conti correnti, bancari o postali, BOT, CCT, obbligazioni, partecipazioni azionarie. Dal valore totale si detrae una franchigia di € 15.497,70.
 
Il patrimonio immobiliare è costituito dal valore ICI di edifici, terreni agricoli ed aree edificabili. Da questo valore si detrae la quota residua di capitale del mutuo contratto. Per l’abitazione principale in alternativo al mutuo si può detrarre una franchigia fino al massimo di € 51.645,71.
 
Il 20% del patrimonio immobiliare e mobiliare, così calcolato si aggiunge al reddito.
 
Il numero dei componenti del nucleo e alcune situazioni del nucleo stesso formano il parametro con il quale dividere il reddito e stabilire l’indicatore della situazione economica equivalente.
08/12/2008 commenti (0)