Home > COSTITUENTE DI CENTRO > LA SCUOLA E' FINITA!

LA SCUOLA E' FINITA!

LA SCUOLA E' FINITA! - Costituente di Centro
Il titolo che abbiamo dato a questo intervento è di duplice interpretazione: la prima si riferisce all’esclamazione di bambini/ragazzi a conclusione dell’anno scolastico, che anche per quest’anno è giunto alla fine, la seconda si riferisce alla riforma scolastica messa in atto da questo Governo … la riforma Gelmini.
 
Si apprende dalla “Tibuna di Treviso” che a Biancade una classe di quinta elementare finirà l’anno scolastico smistandosi tra le altre classi perché la Maestra, infortunata, non verrà sostituita da una supplente per mancanza di fondi. Questo è il risultato dell’autonomia tanto acclamata dal Ministro; una autonomia che spinge le scuole ad avere a proprio carico – quindi a pesare nel bilancio – gli eventuali supplenti che dovessero risultare necessari quando la Maestra di ruolo viene a mancare per assenze dovute a malattie o altro.
 
Non si può negare che il Ministro ha avuto ragione nel dire che ci voleva un cambiamento della scuola, cioè un ripristinare un giusto principio di autorità, dicendo agli studenti che a scuola si va per studiare. Comunque, nulla di nuovo sotto il sole!
 
Quello in cui ha sbagliato è che non si può pensare ad un riforma della scuola solo con scopi di finanza pubblica.
 
Le manifestazioni che ci sono state durante l’approvazione del Decreto e anche in questi giorni davanti a diversi istituti da parte dei genitori degli alunni sono la dimostrazione che c’è la consapevolezza che non può esistere sviluppo di un Paese se non c’è investimento nella scuola e c’è la protesta contro la tecnica legislativa utilizzata dal Governo che ha imposto una riforma che non ha finalità pedagogiche ma sembra perseguire unicamente un obiettivo di risparmio economico.
 
Ma c’è un motivo di fondo assai più importante e che consiste nel rifiuto di buona parte della popolazione di accettare il modello di Stato secondo il quale, il privato costituisce l’eccellenza e che il denaro pubblico debba essere destinato a finanziare il privato. Il servizio pubblico, di conseguenza, sempre più privo di risorse viene destinato alla massa di coloro che non possono permettersi di “meglio”.
 
Gli Enti pubblici, Regioni / Province, hanno capacità politiche/finanziarie tali da poter intervenire in maniera efficace sulla questione “scuola” cercando di creare sinergie tali da supplire alle mancanze di un decreto che ancora una volta non si è dimostrato efficace a superare le lacune di un settore primario per un grande Paese … ricordiamo che il personale Docente deve fare i conti anche con un’emergenza educativa che riguarda l’Italia intera.
23/05/2010 commenti (0)