L’UDC a Todi si è posto un grande interrogativo: stare alla finestra in attesa del peggio, o magari dell’uscita di scena di Berlusconi, oppure intervenire rilanciando il tema della responsabilità politica?
E’ stata scelta questa strada e cioè il lancio di una nuova sfida politica presentando il “PARTITO DELLA NAZIONE” che è qualcosa di più di un passaggio tattico e qualcosa di meno di un progetto definitivo.
E’ ingiusto presentarlo come un’astuzia per coprire il reingresso dell’UDC nell’area di governo, magari in cambio di un paio di ministeri.
Semmai è il primo tentativo, da parte di una forza d’opposizione di fare i conti con la sfida della RESPONSABILITA’ NAZIONALE.
Una sfida che al momento tende a coinvolgere non dissimili i partiti di governo e quelli d’opposizione. Alludere a un “partito della nazione” (che naturalmente non potrà essere una mera riedizione dell’UDC con il suo 5% di voti) significa mandare un messaggio piuttosto chiaro a chi vuole intendere: se c’è o ci sarà nei prossimi tempi un’emergenza davvero nazionale, di natura economica e sociale, il partito centrista farà la sua parte. In forme che adesso non si possono prevedere, ma che potrebbero segnare il superamento degli attuali equilibri ingessati da anni.
Si dirà che per l’UDC è abbastanza semplice compiere una scelta di questo tipo, visto che i suoi elettori hanno un orientamento moderato.
In realtà non c’è nulla di scontato in questo momento!







